Saturday, 19 May 2012
Ansia di tratto

Ansia come tratto di personalità

ANSIA COME TRATTO DI PERSONALITA’

 

  

L’ansia non è solo un disturbo, ma può rappresentare per un individuo anche un modo costante di essere e di rapportarsi alla realtà, che si è manifestato fin dall’infanzia.

Diversi studi hanno infatti dimostrato che esiste una certa continuità dei disturbi d’ansia dall’infanzia all’adolescenza, all’età adulta.

Se ad esempio un bambino presenta ansia da separazione, oppure ansia cronica, o persino attacchi di panico,  è molto probabile che la sintomatologia evolverà in un disturbo d’ansia in età adulta (disturbo di panico, fobie, disturbo ossessivo compulsivo ecc.)

 

La comorbilità frequentemente osservata con altre manifestazioni patologiche pone la questione della trasformazione del sentimento ansioso in una patologia diversa, come disturbi depressivi, disturbi del sonno, dell’alimentazione, ipocondria ecc.

 

Molti autori fanno una distinzione tra due forme di ansia:

 

- ANSIA DI STATO: che rappresenta l’esperienza di un particolare momento, in reazione a circostanze contingenti;

 

- ANSIA DI TRATTO: che rappresenta la tendenza costante ad affrontare ogni situazione di vita con ansia eccessiva.

 

Nel secondo caso l’ansia costituisce quello che viene definito un Tratto di personalità:

 

 

Tratti di personalità: modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi, che si manifestano in un ampio spettro di contesti sociali e personali.

Quando tali tratti diventano rigidi e non adattativi e causano una significativa compromissione del funzionamento sociale o lavorativo, oppure una sofferenza soggettiva, costituiscono un disturbo di personalità.

 

Dunque l’ansia, intesa come tratto di personalità, può essere una modalità relazionale peculiare dell’individuo, non patologica, che va a caratterizzare la sua personalità, esattamente come altri tratti non patologici (ad esempio estroversione-introversione).

 

Il fatto che un individuo sia ansioso in modo non patologico (nel senso che il funzionamento sociale, lavorativo ecc. non sono compromessi e nel complesso è ben adattato al suo ambiente) non vuol dire che egli sia contento del suo modo di essere e che non voglia cambiare alcuni aspetti di sé. L’obiettivo in questo caso è raggiungere un maggiore benessere psicologico, con l’ottica cioè del “miglioramento” della propria condizione e non della “guarigione”.

 

Il problema fondamentale che per anni ha allontanato dall’ambito della psicologia le persone interessate ad una maggiore conoscenza di sé, finalizzata al cambiamento, è il fatto di considerarla esclusivamente affine all’area di intervento medico-psichiatrica, con l’effetto di una "medicalizzazione" della psicologia.

 

In realtà gli ambiti di intervento della psicologia sono tanti, ed alcuni specifici per competenze: l’area della prevenzione, dell’attivazione delle risorse psicologiche e della promozione del benessere.

Questi ambiti tra l’altro sono pienamente in linea con la definizione di Salute data dall’OMS nel 1948: “Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto assenza di malattia”.

 

Dott.ssa Loredana Scalini, Psicologa 

Entra o Registrati

Numero di Visitatori Online: 63