Saturday, 19 May 2012
Fobia Sociale
Scritto da Dott. Alessio Penzo Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Fobia Sociale

 

Diagnosi

 

Secondo il DSM-IV l’individuo con Fobia Sociale manifesta una paura intensa e persistente rispetto a una o più situazioni sociali (in cui sono presenti più persone, soprattutto se sconosciute). Inoltre la situazione può essere di tipo prestazionale, cioè una situazione in cui sono richieste prestazioni di vario genere, come parlare, mangiare, (ad esempio una cena sociale o di lavoro), oppure scrivere,  in cui l’individuo è esposto a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri.

L’individuo ha paura di agire o di mostrare sintomi di ansia, e in tal modo essere umiliato o imbarazzato e di essere giudicato negativamente dagli altri. Ad esempio teme di essere considerato  debole, pazzo, stupido, ansioso, e cioè “disturbato”, “non normale” ecc.

Se l’individuo ha meno di 18 anni la durata dei sintomi è maggiore di 6 mesi.

 

Se l’esordio è precoce e il decorso è cronico, il bambino con questa fobia  può non raggiungere i livelli di funzionamento attesi; se invece l’esordio avviene in adolescenza, il livello di funzionamento raggiunto in genere è quello atteso, e la Fobia Sociale può determinare un peggioramento delle prestazioni sociali e scolastiche.

 

 

Quando l’individuo si trova in situazioni sociali temute manifesta forte ansia, che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico del tipo “situazionale” o “ sensibile alla situazione”. Inoltre l’individuo può anche manifestare ansia anticipatoria molto prima che la situazione sociale o pubblica si verifichi. L’ansia anticipatoria può determinare un effettivo calo nella prestazione in situazioni temute, procurando imbarazzo e aumento dell’ansia anticipatoria per le situazioni future, innescando così un circolo vizioso.

 

 

L’individuo adulto riconosce che la sua paura è eccessiva o irragionevole. Nel caso in cui l’individuo non ne sia consapevole, bisogna valutare la diagnosi di Disturbo Delirante più che di Fobia Sociale.

E’ necessario infatti valutare con attenzione e di volta in volta se la paura è ragionevole rispetto al contesto.

 

L’individuo cerca di evitare o sopportare con molta ansia le situazioni sociali o prestazionali oggetto della sua paura.

 

 

Il disturbo determina per l’individuo un disagio significativo oppure una compromissione importante di uno dei seguenti ambiti del suo funzionamento:

 

- Le abitudini normali dell’individuo.

- Funzionamento lavorativo o scolastico.

- Attività o relazioni sociali.

 

 

Un altro aspetto da verificare è che la paura o l’evitamento che l’individuo manifesta non siano causati dagli effetti fisiologici di una sostanza o di una condizione medica generale, e non siano meglio spiegati da un altro disturbo mentale.

 

 

Bambini

 

Per quanto riguarda i bambini, per poter fare una diagnosi di Fobia Sociale, l’individuo deve presentare una capacità di stabilire rapporti sociali appropriati all’età con persone familiari e l’ansia deve manifestarsi con i coetanei, e non solo con gli adulti. L’ansia può essere espressa piangendo, con scoppi d’ira, con irrigidimento, aggrapparsi o stare vicino ad una persona familiare, inibizione delle interazioni sino al mutismo; possono anche mostrare eccessiva timidezza negli ambienti sociali non familiari, evitare il contatto con gli altri e i giochi di gruppo, stare per conto proprio tentando di rimanere vicino agli adulti familiari.

 

 

La fobia sociale può essere Generalizzata se l’individuo manifesta paura rispetto alla maggior parte delle situazioni sociali e prestazionali.

In questo caso tuttavia è necessario valutare anche la diagnosi di Disturbo Evitante di Personalità, che condivide diverse caratteristiche con la Fobia Sociale Generalizzata.

 

 

Nelle situazioni oggetto della loro paura questi individui provano in genere vari sintomi di ansia come le palpitazioni, il tremore, sudorazione, disturbi gastrointestinali, diarrea, tensione muscolare, arrossamento del viso, confusione: nei casi più gravi possono avere attacchi di panico di tipo “situazionale” o “ sensibili alla situazione”.

 

Manifestazioni associate

 

–        Ipersensibilità alla critica, ai giudizi negativi o al rifiuto.

–        Timore delle valutazioni indirette come ad esempio i test psicologici.

–        Difficoltà ad essere volitivi e prendere iniziative.

–        Basso livello di autostima o senso di inferiorità.

–        Difficoltà lavorative e interpersonali di vari livelli.

 

Disturbi associati

 

–        Disturbo di Panico con Agorafobia.

–        Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo di Panico.

–        Disturbo Ossessivo-Compulsivo.

–        Disturbi dell’Umore.

–        Disturbi correlati a sostanze.

–        Disturbo di Somatizzazione.

–        Disturbo Evitante di Personalità.

 

 

Esordio e Decorso

 

La Fobia Sociale generalmente esordisce nell’adolescenza, e a volte può seguire una storia infantile di inibizione e timidezza. Tuttavia il disturbo può essere innescato in modo improvviso da un’evento stressante o umiliante. In altri casi l’esordio può essere insidioso e non essere evidente per molto tempo.

La Fobia Sociale di solito persiste per tutta la vita anche se, col passar del tempo i sintomi possono attenuarsi, o variare in relazione alle esperienze stressanti o alle necessità.

 

Familiarità

 

Alcuni dati suggeriscono che la Fobia Sociale si manifesta più frequentemente nei parenti di primo grado degli individui con questo disturbo, il che fa pensare a una certa familiarità che può avere basi genetiche.

 

 

 

 

L’ansia sociale e l’evitamento di situazioni sociali sono manifestazioni associate di molti altri disturbi mentali, come ad esempio:

 

–        Disturbo Depressivo Maggiore.

–        Disturbo Distimico.

–        Schizofrenia.

–        Disturbo da Dismorfismo Corporeo.

 

 

ICD

Secondo l’OMS la diagnosi di Fobia Sociale prevede che almeno 2 dei 14 disturbi degli attacchi di panico devono essere accompagnati da almeno uno dei seguenti sintomi: arrossire o tremare, timore di vomitare, urgenza o timore di urinare o defecare.

Inoltre i sintomi devono esser limitati alle situazioni temute o all’attesa delle situazioni temute.

 

 


 

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