Thursday, 23 May 2013
Disturbo di Panico
Scritto da Dott. Alessio Penzo, Psicologo e Specialista in Biofeedback e Neurofeedback Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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Disturbo di Panico con e senza Agorafobia



Nel DSM-IV il Disturbo di Panico con Agorafobia e il Disturbo di Panico senza Agorafobia differiscono solo per quanto riguarda il sintomo agorafobico, presente nel primo e assente nel secondo.

 Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il Disturbo di panico viene diagnosticato se l’individuo ha avuto non meno di 4 attacchi di panico in 4 settimane.

 

Secondo il DSM-IV la diagnosi di tale disturbo richiede almeno 2 Attacchi di Panico del tipo inaspettati; possono manifestarsi anche attacchi di panico sensibili alla situazione, mentre quelli situazionali sono meno comuni.
Inoltre almeno uno degli attacchi di panico deve essere stato seguito da almeno 1 mese di uno o più dei seguenti sintomi:

 

 

  • L’individuo ha una paura persistente di avere altri attacchi di panico; ciò può determinare lo sviluppo di comportamenti di evitamento, diagnosticabili come Agorafobia.

 

  • L’individuo mostra preoccupazioni riguardo ad eventuali conseguenze degli attacchi di panico, come ad esempio la paura di impazzire, di avere un attacco cardiaco o di perdere il controllo.

 

  • L’individuo può anche manifestare una alterazione del comportamento legata agli attacchi di panico.

La frequenza e la durata degli attacchi varia notevolmente da individuo a individuo e nello stesso individuo.

 

In questi soggetti inoltre sono molto comuni gli attacchi Paucisintomatici, la cui descrizione è affrontata nella pagina dedicata.

 

Manifestazioni associate


Accanto alla preoccupazione per gli attacchi di panico e per le loro implicazioni molti individui provano anche una sensazione di ansia costante o intermittente, che non è associata ad una situazione specifica.

Spesso questo stato ansioso, gli attacchi di panico e la paura di averne altri, possono compromettere il funzionamento sociale, lavorativo e affettivo dell’individuo; di conseguenza subentrano stati di scoraggiamento e di depressione per l’incapacità di riprendere il ritmo di vita precedente al manifestarsi di questi sintomi: l’esistenza dell’individuo si modifica profondamente.

 

Il disturbo depressivo maggiore si manifesta con una frequenza del 50-65% negli individui con Disturbo di Panico. In circa 1/3 degli individui con entrambe i disturbi, la depressione precede l'esordio del disturbo di panico. Nei 2/3 rimanenti la depressione si manifesta contemporaneamente o in seguito all'esordio del disturbo di panico.

 

Un uso indiscriminato, incontrollato e irresponsabile di psicofarmaci come benzodiazepine (ansiolitici) e antidepressivi di vario tipo, spesso producono veri e propri stati di dipendenza spesso peggiorando la condizione del paziente.

 

Gli attacchi di panico indotti attraverso l’infusione di anidride carbonica e di lattato di sodio sono più comuni nel Disturbo di Panico che in altri Disturbi d’Ansia.

 

 Disturbi associati al Disturbo di panico

 

  • Disturbo Depressivo Maggiore = 50-65% dei pazienti con Disturbo di Panico.
  • Fobia Sociale = 15-30%.
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo = 8-10%.
  • Disturbo d’Ansia Generalizzato = 25%.
  • Disturbo d’Ansia da Separazione = è risultato associato con il Disturbo di Panico (in termini di sviluppo; ossia vi è una maggiore probabilità di sviluppare un Disturbo di Panico da adulti se durante l'infanzia-fanciullezza l'individuo ha sofferto di un Disturbo d'ansia da separazione).

 

EPIDEMIOLOGIA e FAMILIARITA’

 

Tale disturbo, così com’è qui descritto, è stato rilevato in studi epidemiologici in tutto il mondo.

 

Il Disturbo di Panico senza Agorafobia riguarda il doppio nelle femmine rispetto ai maschi.

 

Il Disturbo di Panico con Agorafobia riguarda il triplo nelle femmine rispetto ai maschi.

 

Il Disturbo di Panico nella popolazione mondiale ha una diffusione del 1,5-3,5%.

 

I parenti di primo grado di un individuo che soffre di Disturbo di Panico hanno una probabilità da quattro a sette volte maggiore di sviluppare un Disturbo di Panico; studi sui gemelli indicano un contributo genetico allo sviluppo di tale disturbo.

 

ESORDIO

 

L'età di esordio è variabile, ma mediamente si colloca tra la tarda adolescenza e i 35 anni. Dopo i 45 anni l’esordio di questo disturbo è più raro, anche se alcuni dati recenti sembrano indicare un aumento del numero di casi. Nella maggior parte dei casi l’agorafobia, quando presente, insorge nel primo anno in cui si manifestano gli attacchi di panico.

 

DECORSO

 

Il decorso di questo disturbo in genere è cronico; in alcuni individui può esserci una remissione che può durare anni, altri invece possono presentare sintomi continui anche gravi.

 

Da uno studio è emerso che 6-10 anni dopo il trattamento il 30% degli individui sembra aver risolto il problema, il 40-50% sta bene ma presenta ancora qualche sintomo e il 20-30% non sono migliorati o sono addirittura peggiorati.

 

 

 


 

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