Nevrosi Infantile
La nevrosi del bambino è diversa da quella dell’adulto per il suo elevato grado di plasticità nel suo modo di manifestarsi nel corso dello sviluppo. Per molti autori infatti non è corretto parlare di una struttura nevrotica organizzata e stabile prima dello stadio fallico e cioè prima che si sia verificata una sufficiente differenziazione tra Io e Super-Io, necessaria alla genesi di una nevrosi.
Per altri autori è improprio definire “nevrosi” le patologie che si riscontrano nel bambino di età inferiore ai 4-5 anni. Ciò è dovuto anche alla variabilità e ai cambiamenti della sintomatologia nel corso dello sviluppo infantile. Con la crescita infatti cambiano le capacità dell’Io e l’intero assetto psichico, ciò che dà origine ad un equilibrio precario e a continui riassestamenti.
PERIODO EDIPICO
Nel periodo edipico dello sviluppo psicosessuale (4/5 - 6/7 anni) il sintomo più frequente è rappresentato dalle fobie.
In questo stadio evolutivo, a differenza delle fobie pregenitali, l’Io del bambino è in grado di attuare delle elaborazioni difensive dell’angoscia utilizzando i meccanismi dello spostamento e della rimozione. Tali sintomi possono comunque consentire il proseguimento dello sviluppo del bambino o al contrario una regressione e fissazione allo stadio pregenitale.
FASE DI LATENZA
Nel periodo di latenza (6/7 - 11/12 anni) la nevrosi del bambino si manifesta soprattutto attraverso i sintomi dell’inibizione, delle ossessioni e di altri sintomi nevrotici persistenti come fobie semplici e ipocondria.
La caratteristica nevrotica di tali sintomi consiste nel fatto che spesso il bambino è refrattario ad ogni tipo di terapia rieducativa (psicopedagogica, ortofonica, psicomotoria, comportamentale o farmacologica).
Con la pubertà questi sintomi possono aggravarsi dando origine a disturbi dell’ansia e nevrotici in generale.